Cisterna a tetto

Un antico sistema di raccolta dell’acqua piovana recuperato per raccontare un modello sostenibile di rapporto tra uomo e ambiente.

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Scavata nel tufo

La cisterna, risalente all’Ottocento, segue il modello tradizionale delle cisterne a tetto.

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Un sapere antico, ancora attuale

Nel cuore del Parco Regionale “Terra delle Gravine”, il recupero di una cisterna a tetto restituisce vita a un’antica tecnica di raccolta dell’acqua piovana. Un sistema semplice ed efficace, utilizzato per secoli, che oggi torna a essere un esempio concreto di sostenibilità e valorizzazione del territorio.

Le cisterne a tetto rappresentano una delle più ingegnose soluzioni idrauliche della tradizione rurale. Costruite per raccogliere e conservare l’acqua meteorica, permettevano di affrontare i periodi di siccità e di sostenere attività agricole e pastorali. Oggi, il loro recupero:

  • valorizza il patrimonio storico e paesaggistico
  • contribuisce alla gestione sostenibile dell’acqua
  • aiuta a prevenire fenomeni di allagamento e dissesto

Vieni a scoprire la cisterna a tetto e lasciati raccontare una storia antica che parla al futuro.

Recupero e Restauro

L’intervento, realizzato dalla famiglia Gigante, ha restituito funzionalità a una cisterna inutilizzata da oltre cinquant’anni. Situata nel Parco Naturalistico delle Gravine, la struttura è oggi visitabile da turisti, studenti e appassionati, diventando un luogo di incontro tra storia, ambiente e cultura.

Il recupero è stato eseguito nel rispetto delle tecniche tradizionali, attraverso:

  • pulizia e svuotamento della cisterna
  • ripristino dell’intonaco in cocciopesto
  • ricostruzione delle parti danneggiate
  • eliminazione della vegetazione infestante
  • recupero del sistema di convogliamento dell’acqua

Grande importanza è stata data al lavoro dei maestri muratori, custodi di conoscenze tramandate nel tempo.

Finanziato tramite Avviso Pubblico per la presentazione di proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale - da finanziare nell'ambito del PNRR (M1.C3 - Misura 2 "Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale" - Investimento 2.2), approvato con A.D. n.40 del 8 aprile 2022, finanziato dall'Unione europea - NextGenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura; soggetto attuatore Regione Puglia
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